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giovedì 3 settembre 2015

NEW YEAR’S EVE


DATA DI PUBBLICAZIONE: marzo 2003.
Numero di catalogo: 8287650410-2.

Doppio CD che pubblica a livello ufficiale, per la prima volta, il famoso e bellissimo spettacolo del 31 dicembre 1976 a Pittsburgh.
Si tratta di una registrazione amatoriale (audience recording) ma di qualità ottima che rende ugualmente molto godibile l'ascolto.
Resta un mistero, comunque, se questo famoso spettacolo sia stato o meno registrato tramite il mixer.
Da segnalare una rarissima esecuzione live di Rags to riches, la classica Auld lang syne, nota da noi come Il valzer delle candele, che Elvis canta allo scoccare della mezzanotte, e Reconsider baby ma tutto lo spettacolo vede Elvis come rinato rispetto alle prestazioni dell'autunno appena trascorso. Tutto questo ultimo mini tour della fine di dicembre, comunque, va segnalato per le ottime performances.







Dal vivo a Pittsburgh, Pennsylvania. 31 dicembre 1976.
CD 1:
01 Also Sprach Zarathustra
02 See See Rider
03 I Got A Woman / Amen
04 Big Boss Man
05 Love Me
06 Fairytale
07 You Gave Me A Mountain
08 Jailhouse Rock
09 O Sole Mio [S. Nielsen] / It's Now Or Never
10 My Way
11 Funny How Time Slips Away
12 Auld Lang Syne
13 Introductions
14 Blue Suede Shoes
15 Trying To Get To You
16 Polk Salad Annie  

CD 2:
01 Band Introductions
02 Early Morning Rain
03 What'd I Say
04 Johnny B. Goode
05 Solos
06 Love Letters
07 School Days
08 Fever
09 Hurt
10 Hound Dog
11 Are You Lonesome Tonight ?
12 Reconsider Baby
13 Little Sister
14 Unchained Melody
15 Rags To Riches
16 Can't Help Falling In Love
17 Closing Vamp

Recensione di Davide.
Nell’ottimo articolo L'ultimo ruggito di Elvis, Marco Lofino ci parla della fase di risveglio artistico avvenuta negli ultimi mesi del 1976, in particolare nel mese di dicembre.
È quasi incredibile pensare che Elvis di li a poco tempo ci avrebbe lasciato: gli shows di quel periodo, ed in particolare quelli del mini tour di quattro giorni che partì il 27 dicembre a Wichita e finì a Pittsburgh la notte di Capodanno sucessivo, sono di un’energia unica tanto da non avere niente da invidiare agli shows di diversi anni prima.
Uno di questi concerti è il leggendario spettacolo di fine anno tenuto nella Civic Center Arena di Pittsburgh di fronte a 16409 fans.
La registrazione gira da anni tra i fans di tutto il mondo ed è stata pubblicata in niumerose emissioni bootleg. Purtroppo però la registrazione è sempre stata la stessa: un'audience recording. Da parte sua, la FTD nell’emettere il doppio CD con questo concerto, non ha fatto eccezione anche se devo ammettere che pur trattandosi anche in questo caso di registrazioni fatte dal pubblico, la qualità generale è molto godibile. È un vero peccato che non si disponga di un'incisione professionale Elvis è davvero in forma stupenda, concentratissimo, di ottimo umore e canta come un Dio!
Se c’è comunque una cosa di positivo nelle audience recordings è che spesso con questo tipo di registrazioni si capta meglio la reazione e l’entusiasmo del pubblico, e quella notte a Pittsburgh Elvis li mandò tutti fuori di testa! Provate ad inserire nel lettore il CD n° 1 e ascoltate Big boss man, secondo me la migliore versione live esistente, oppure Love me, la sempre maltrattata song degli anni '50 che questa volta è cantata bene senza troppe distrazioni.
Fairytale si avvicina tantissimo alla versione in studio e in You gave me a mountain, Elvis allunga il finale.
Jailhouse rock invece infiamma anche gli spettatori più calmi nella sua versiona tipica dell’ultimo Elvis.
Prima di O sole mio un ammiratore fa gli auguri di buon anno ad Elvis; It’s now or never è abbellita da una magnifica tromba.
Dopo tempo è tornata in scaletta Funny how time slips away. Buonissima versione ma… È mezzanotte! L’augurio di Elvis non può che essere cantato ed ecco allora Auld lang syne per un felice 1977.
Ancora fuoco su questa notte di Capodanno con una Blue suede shoes a 1000 e una splendida Trying to get to you col tipico uh uh uh uuuhh singhiozzato stile primo Elvis.
Una favolosa versione di Polk salad Annie chiude il primo CD.
Il secondo dischetto si apre con la presentazione dei musicisti all’interno della quale Elvis canta Early morning rain, What’d I say, Johnny B. Goode ed una dolce Love letters.
Qualcuno richiede Fever, il Re prontamente la esegue e nel momento in cui canta la frase “I light up when you call my name” il pubblico tutto grida la risposta: “ELVIS!”.
Nel finale di Hurt Elvis dà sfogo alla propria potenza vocale.
Dopo Hound dog imbraccia la chitarra. Bella versione di Are you lonesome tonight? dove in entrambi i casi non mancano gli scherzosi riferimenti a Charlie Hodge intento a sorreggere il microfono per Elvis (ma un’altra asta non l’aveva?) e del blues Reconsider baby dove James Burton si distingue per l’assolo di chitarra in vero stile Muddy Water. “Adesso vorrei suonare il piano per voi, signore e signori”. Stupenda Unchained melody con voce in falsetto nel finale.
Potrebbe bastare così  ma il Re è particolarmente ispirato ed è proprio in base all’ispirazione del momento che intona la magica Rags to riches. La band ha difficoltà a ricordarsi la struttura del brano ed ecco allora Elvis vestire i panni di direttore d’orchestra e nel finale la sua potente voce lascia tutti senza fiato.
Che dire…. Grinta, voce, divertimento… Rock, Blues, Country, Gospel e ballads… Elvis alla chitarra e al piano…
Chi quella notte era presente ha assistito al miglior concerto del Re…. Ha assistito ad un vero e proprio dono di Dio.

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