Cerca nel blog

BE CAREFUL...


After some troubles,here I go again.

Be careful: every link is tracked so if someone share a link, a java script send me his IP address and I found the guilty...
Delete link after downloading. You can share but on your own account
Respect these rules or you will be BANNED FOREVER and your name and your mail address will be shown here.
SO...

1) Do not share links: from now, every link is tracked so if a link would be sharing, the IP address is shown by me and I will banned who share link.
2) Requests 5 links in one day if they are not shown here only to ftd.for.you@gmail.com
3) DO NOT ASK RELEASES IF THEY AREN'T IN MY BLOG. I AM NOT A JUKE-BOX.


Dopo parecchi problemi con i miei blogs, rieccomi qua.

Avevo messo privati i miei tre blogs ma le richieste erano tantissime: Blogger può avere solo 100 lettori di un blog settato come "privato" così ho deciso di rimettere pubblici tutti e tre i miei blogs ma...
Occhio a non fare i "furbi" perché i miei links, ora, saranno tracciabili. Se verranno inviati a loro volta (cioè "condivisi"), io riceverò un alert grazie ad uno stratagemma ideato da un amico ed io bannerò il MOTHERFUCKER scrivendo nome, cognome, indirizzo mail e suo indirizzo IP. Ora, a voi amici italiani, parlerò chiaro (e volgare), ma sono incazzatissimo:
che cazzo vuole di più la gente??? Io invio tutto il materiale del quale sono in possesso GRATIS, non ho mai chiesto nulla... E qualche stronzone non rispetta la semplice regola di non inviare il link??? Da notare che non ho mai vietato di condividere il materiale: se qualcun lo vuole a sua volta caricare sul proprio account, lo può fare, che me ne frega??? Voglio evitare di vedere sprecata una settimana di lavoro (un mese, a volte...) per colpa di uno stronzaccio. Ma da ora in poi non sarà più così.
Ringrazio tutti gli amici che mi hanno contattato e che mi regalano molto materiale. Ho conosciuto persone davvero favolose ma, purtroppo, in mezzo a 10 amici, c'è sempre il MOTHERFUCKER. Se questo invertebrato pensa di fermarmi, sbaglia di grosso: potrò incazzarmi e sospendere momentaneamente ma non abbandonerò mai i miei blogs su Elvis; Elvis è una delle cose che mi piacciono di più in questo pianeta e voglio aiutare chi riesco ad aiutare, come tanti altri hanno fatto con me.

lunedì 30 novembre 2015

BACK IN MEMPHIS


DATA DI PUBBLICAZIONE: dicembre 2012.
Numero di catalogo: 506020-975050.

Doppio CD con numerose versioni alternative che riporta l'album emesso originariamente nel doppio "From Memphis to Vegas / From Vegas to Memphis" nel 1969 e da solo in "Back in Memphis" nel 1970.
La confezione è nel formato 7" triple fold out cover con un booklet di 12 pagine allegato.


CD 1: Original album and outtakes.
Inherit the Wind
This Is The Story
Stranger In My Own Home Town
A Little Bit Of Green
And The Grass Won't Pay No Mind
Do You Know Who I Am
From A Jack To A King
The Fair's Moving On
You'll Think Of Me
Without Love
Suspicious Minds
Inherit The Wind (take 1, prova, vocal overdub #1)
A Little Bit Of Green (take 1)
And The Grass Won't Pay No Mind (takes 1, 2, 3, 5)
Do You Know Who I Am (take 1)
From A Jack To A King (takes 1, 2, 3)
You'll Think Of Me (take 1, 2, 3, 4, 5, 6)
Without Love (take 1)
Suspicious Minds (takes 1, 2, 3, 4, 5)
Suspicious Minds (take 6)

CD 2: Outtakes and unfinished masters .Stranger In My Own Home Town (undubbed master)
A Little Bit Of Green (prova)
You'll Think Of Me (take 8)
You'll Think Of Me (take 14)
You'll Think Of Me (take 16)
A Little Bit Of Green (takes 2, 3)
Inherit The Wind (master take 4 con vocal overdub #2)
Without Love (takes 2, 3, 4)
Suspicious Minds (take 7)
And The Grass Won't Pay No Mind (take 6)
Do You Know Who I Am (take 4)
This Is The Story (undubbed master)
You'll Think Of Me (take 23)
A Little Bit Of Green (take 3 / V 2 undubbed master)
From A Jack To A King (4, 5)
Without Love (undubbed master)
Suspicious Minds (undubbed master)
And The Grass Won't Pay No Mind (undubbed master)
Do You Know Who I Am (undubbed master)
The Fair's Moving On (undubbed master)



Recensione di Davide.

Considerato il fratello minore del più celebre “From Elvis in Memphis”, questo “Back in Memphis” è un album composto da canzoni che non trovarono spazio in quello che è stato definito in maniera definitiva il disco del grande riscatto dalla lunga parentesi hollywoodiana.
Questo non significa però che siamo dinnanzi ad una raccolta di seconde scelte o addirittura "scarti": Sono in essa proposte canzoni che conferiscono a questo lavoro lo status di album rappresentativo la rinascita artistica del nostro alla pari del predecessore, sebbene “From Elvis in Memphis”, a differenza, non conosce alcun momento minore in tutto il suo minutaggio.

Inizialmente accorpato a “Elvis in person” nel doppio LP dal titolo “From Memphis to Vegas / From Vegas to Memphis” nel novembre del 1969, “Back in Memphis” vide la luce come album autonomo soltanto un anno dopo.

Inerith the wind e This is the story sono due tra i migliori brani dell’intera tracklist, intrisi di malinconica bellezza espressa da un cantato sicuro e vigoroso.
Stranger in my home own town è uno splendido rhythm and blues in pieno stile “Memphis”, ricco – forse anche troppo – di fiati e accompagnato da una brillante armonica.
Una dolce e coinvolgente melodia la offre A little bit of green, cosi come tenera è And the grass won't pay no mind, brano di Neil Diamond inciso in segno di gratitudine verso lo stesso autore, che in occasione delle sessions, spostò il proprio programma di lavoro per non intaccare quello di Elvis.
Do you know who I am è sensuale introspezione, mentre in Without love il dolore per la mancanza d’amore trova espressione in una voce libera e potente.
From a jack to a king e The fair is moving on rappresentano i momenti più deboli del disco: la prima venne incisa dietro richiesta di Vernon Presley, presente in studio quel giorno, che amava particolarmente questo brano: il Country in questione è davvero poca roba, e non brilla certo nell’interpretazione di Elvis, apparentemente “disordinata” e sconclusionata.
Il secondo brano pecca invece di superficialità, sebbene interpretato con una buona dose di coinvolgimento.

La FTD in questa rivisitazione in doppio CD oltre alla tracklist originale offre nel primo dei due dischetti le primissime takes dalle sessions, tutti primi tentativi già perfetti, a prova di una sinergia eccezionale tra i musicisti e un ben ritrovato Elvis.

Anche il secondo dischetto offre leccornie per il collezionista e fan: si inizia con due ottime prove pre-registrazione, dove evidenziamo Stranger in my home own town, più lenta e blues e per questo motivo a mio parere preferibile alla versione pubblicata su disco. Forse Elvis avrebbe dovuto inciderla proprio cosi: più grezza, ma più sanguignamente blues, senza troppi fronzoli orchestrali.

Ancora tante le outtakes e “unfinished masters” che arricchiscono il set. Tante versioni alternative che ci mostrano il nostro artista intento a modellare, take dopo take, le sue gemme, tra le quali si distinguono una quarta take di Do you know who I am e una più lenta This is the story (takes 1-2) .

A simboleggiare la nuova alba artistica per Elvis un esempio su tutti viene offerto dalla take 8 di Suspicious minds, nella quale il nostro artista si esprime finalmente libero da catene emozionali e dubbi artistici, nella consapevolezza di costruire finalmente qualcosa di veramente importante.

In chiusura del disco trovano ancora spazio alcune tracce alternative, tra le quali spicca una splendida sesta take di And the grass won't pay no mind : un turbine di emozioni in cui lasciarsi trasportare a occhi chiusi, in un caldo pomeriggio di mezza estate.

domenica 29 novembre 2015

HITS OF THE 70′S


DATA DI PUBBLICAZIONE: ottobre 2012.
Numero di catalogo: 506020-975048.

Doppio CD che presenta, in versione "espansa", l'album di grande successo che la RCA pubblicò in Inghilterra nel 1974.
La confezione è nel formato 7" triple fold out cover.
Non troviamo nessuna versione alternativa ma solo masters di canzoni emesse in Inghilterra su singolo negli anni settanta.



CD 1.
01 The Wonder Of You [Las Vegas 18/2/1970 DS]
02 I'm Leavin'
03 Burning Love
04 Always On My Mind
05 I Just Can't Help Believin' [Las Vegas 11/2/1970 DS]
06 You Don't Have To Say You Love Me
07 There Goes My Everything
08 Rags To Riches
09 Until It's Time For You To Go
10 Kentucky Rain
11 I've Lost You
12 An American Trilogy [Las Vegas 16/2/1972 MS]
13 Don't Cry Daddy
14 Polk Salad Annie [Las Vegas 18/2/1970 MS]
15 Fool
16 Take Good Care Of Her
17 If You Talk In Your Sleep
18 My Boy
19 Promised Land
20 T-R-O-U-B-L-E
21 Green Green Grass Of Home
22 Hurt
23 Moody Blue
24 Way Down

CD 2.
01 Mama Liked The Roses
02 Heart Of Rome
03 It's A Matter Of Time
04 Separate Ways
05 How The Web Was Woven
06 Patch It Up
07 I Really Don't Want To Know
08 Where Did They Go Lord
09 We Can Make The Morning
10 My Little Friend
11 The Next Step Is Love
12 The First Time Ever I Saw Your Face
13 Rubberneckin'
14 See See Rider [Las Vegas 18/2/1970 MS]
15 Steamroller Blues [Honolulu 14/1/1973]
16 I've Got A Thing About You Baby
17 Help Me
18 Loving Arms
19 It's Midnight
20 Mr. Songman
21 Thinking About You
22 For The Heart
23 She Thinks I Still Care
24 Pledging My Love
25 My Way [Saginaw 25/4/1977]




Recensione di Davide.

Omaggio alla produzione inglese di Elvis con la riproposizione in forma riveduta e ampliata della raccolta “Hits of the 70’s”, emessa nel Regno Unito nel lontano 1974.
Non pochi dubbi hanno accompagnato l’uscita di questo FTD: da più parti ci si è chiesti infatti che senso ha seguire il filone ultimamente caro ai pirati di riproporre in elegante formato vecchie compilations europee infarcite di bonus songs.
Senza mettere in discussione lo spessore artistico del suo contenuto, non sarebbe stato più logico indirizzare la compilation al grande pubblico anziché a quello più ristretto dei fans hard core della FTD ?
Ci troviamo dinnanzi ad un'ottima panoramica sulla produzione studio degli anni '70 che rivela un’artista al passo con i tempi, ben radicato alle sue origini musicali e allo stesso tempo in grado di assorbire le nuove tendenze. Ottimo per chi solo ora si avvicina all’arte di Elvis, ma non certo essenziale per i fans di lungo corso!
Il fatto poi che per la prima volta un disco della FTD non propone alcuna versione alternativa, avvalla ancora di più la considerazione di cui sopra.
Ecco però che la stessa FTD ci offre la chiave di lettura dell’intero progetto (e anche l’illuminante intervento dell'esperto Carlo Stevan di recente su EICC:
la compilation ideata in Inghilterra viene qui arricchita e completata in “expanded version” con i lati A e B dei singoli emessi all’epoca nel Regno Unito.
Il disco è dunque concettualmente accettabile proprio perché raccoglie organicamente la produzione 45 giri inglesi degli anni ‘70, ad esclusione dei Gospels, dando vita ad un'avvincente e godibilissima compilation di pezzi da 90 in qualità audio eccezionale.
Spiegato dunque l’inserimento apparentemente fuori contesto di Don’t cry daddy / Mama liked the roses: singolo del 1969 (in USA) ma che nel mercato inglese vide la luce solo nel 1970.

Ad ogni modo, per le ragioni di cui sopra, mi sento di consigliare questo disco esclusivamente ai neofiti, mentre i fans alla perenne ricerca del “nuovo”, possono tranquillamente farne a meno.

FROM ELVIS PRESLEY BOULEVARD, MEMPHIS, TENNESSEE


DATA DI PUBBLICAZIONE: ottobre 2012.
Numero di catalogo: 506020-975046.

Doppio CD in confezione 7" triple fold out cover che esamina l'album registrato interamente nella Jungle Room di Graceland, edito originariamente dalla RCA nel 1976.
Come al solito, troviamo numerose versioni alternative, fino ad ora inedite ed un bel booklet pieno di foto e note sulla seduta di registrazione.



CD 1: Original album and outtakes
Hurt
Never Again
Blue Eyes Crying In The Rain
Danny Boy
The Last Farewell
For The Heart
Bitter They Are, Harder They Fall
Solitaire
Love Coming Down
I'll Never Fall In Love Again
Hurt (takes 1 e 2)
Never Again (take 11)
Blue Eyes Crying In The Rain (take 4)
Danny Boy (take 9)
The Last Farewell (spliced takes 3 / 2)
For The Heart (take 1)
Bitter They Are, Harder They Fall (take 6)
Solitaire (take 3)
Love Coming Down (take 3)
I'll Never Fall In Love Again (takes 4, 5)
For The Heart (due false partenze, take 5B)
Hurt (spliced takes 4 / 3)

CD 2: Undubbed masters & outtakes For The Heart (takes 2, 3)
Bitter They Are, Harder They Fall (take 1)
I'll Never Fall In Love Again (takes 1, 3*)
Hurt (take 3)
The Last Farewell (take 1)
The Last Farewell (take 2)
Never Again (takes 2, 3, 9)
For The Heart (take 4)
Danny Boy (takes 6, 7)
Danny Boy (take 8)
Love Coming Down (take 4)
Blue Eyes Crying In The Rain (takes 1, 2)
Solitaire (take 5, 7)
Hurt (takes 6, 5)
Bitter They Are, Harder They Fall (takes 3, 4, 5)
For The Heart (take 5A)
The Last Farewell (takes 4, 5/3 rough mix master)
I'll Never Fall In Love Again (rough mix master)
Never Again (remix)
Danny Boy (master rough remix)



Recensione di Davide.

Ecco la rivisitazione in salsa FTD del penultimo album di Elvis, uno tra i più particolari e criticati. Registrato nella Jungle Room di Graceland nel febbraio 1976, location che rappresentò l’ennesimo disperato tentativo della RCA di far incidere qualcosa di nuovo al sempre più restio Elvis, From Elvis Presley Boulevard, Memphis, Tennessee, si caratterizza per la scelta di un repertorio molto malinconico, quasi da amarcord, che la storia vuole rispecchiasse perfettamente lo spirito di Elvis in quei giorni.
A leggere l’autorevole biografia di Peter Guralnik “Careless Love”, pare proprio che la voglia di incidere da parte di Elvis latitava, anche se non direi che fosse così depresso come ce lo vogliono dipingere, prova ne sono i discorsi scherzosi e frivoli che l’ artista intraprende tra una take e l’altra con i musicisti presenti alla session.
È vero che il suo umore era altalenante e che magari i suoi travagli interiori di quei giorni trovavano ampio spazio in un certo tipo di canzoni, ma è vero anche che nonostante ciò, il ruggito del leone alla fine venne fuori, se pur in modo ridimensionato e con non poca fatica, per i motivi di cui prima. Parlo ovviamente di quelle che ritengo le highlights dell’intero album: Hurt, nella quale dà libero sfogo a tutta la sua potenza vocale e la bella Danny boy, profonda, struggente, mistica.
Non sono da meno buona parte dei restanti brani, ed è anzi un piacere schioccare le dita a tempo in Blues Eyes Crying in The Rain o lasciarsi andare al ritmo di moderno rock’n’roll in For the Heart, brano che se avesse affrontato con più grinta e trasporto sarebbe stato di rilevanza assoluta
.
Entrambi i piacevoli pezzi smorzano la ricorrente tristezza di amori perduti e di vecchi rimpianti. Se in questa occasione Elvis avesse inciso anche “Fire down below”, canzone scritta e musicata per lui da Jerry Sheff, forse l’intero album avrebbe proposto un mix più avvincente. Il perché Elvis abbia rifiutato il pezzo resta un mistero. Non voleva forse ripetere l’esperienza di “Burning Love”? Chissà…

Oltre alla compilazione originale, in questo doppio CD trovano spazio i momenti migliori della session per dar vita ad un album alternativo: le prime takes di Hurt, dove Elvis trova inizialmente dei problemi con l’intonazione ma che poi, a partire dalla terza take, sarà sempre più potente e perfetta. Il brano troverà nei live la sua giusta dimensione dal sapore operistico.
Anche nelle prime takes di I’ll never fall in love again troviamo della fisiologica incertezza. Il brano fa fatica a decollare ma il lavoro dei coristi ed un’ottima voce soprano rendono da subito godibile questo diamante grezzo.
La già citata Blue eyes cryin in the rain nella sua take 4 offre un assolo di chitarra un po' diverso da quello noto, mentre Danny Boy, anche nella sue vesti alternative, dimostra di essere una canzone che Elvis aveva nel profondo dell’anima: non poteva che darne una prova perfetta, ineguagliabile, unica. Ascoltare per credere l’unica versione live nota sino ad ora, eseguita a Tucson nel 1976 (pubblicata nell’omonimo FTD): non trovo parole per descrivere la magia sprigionata in quella manciata di minuti, un’angelica opera carica di malinconia e speranza. Da mozzare il fiato.
E purtroppo è sempre l’aura di malinconia a farla da padrona nelle altre songs del disco, anche se è impossibile non avvertire la tenera dolcezza di The last farewell, o restare ammaliati dalla struggente bellezza di Love coming down, la mia preferita.

From Elvis Presley Boulevard, Memphis, Tennessee non è un album allegro e non è passato alla storia come uno dei migliori dischi della produzione di Elvis, ma ritengo che i soffocanti mixaggi dell’epoca, carichi di fiati e archi, penalizzarono non poco la resa dello stesso. Ecco dunque l’importanza e il motivo di aggiungere questo FTD (unitamente al “Jungle room session”) nelle nostre collezioni: con le sue tantissime alternate takes ci porta alla riscoperta dell’album cosi come venne inciso, al netto degli eccessi orchestrali apportati in seguito, che ci restituiscono l’Elvis puro, alle prese con i (propri) sentimenti e le debolezze dell’uomo.

sabato 28 novembre 2015

FROM MEMPHIS TO HOLLYWOOD


DATA DI PUBBICAZIONE: settembre 2012.
Numero di catalogo: 506020975045.

Libro di 350 pagine che focalizza la sua attenzione sul ritorno ad Hollywood, dopo il servizio militare, in particolar modo sul making of di "G.I. Blues".
Il compact disc allegato include, per la prima volta in questo formato, i mono masters di "G.I. Blues".



CANZONI:
01 Tonight Is So Right For Love
02 What's She Really Like
03 Frankfort Special
04 Wooden Heart
05 GI Blues
06 Pocketful Of Rainbows
07 Shoppin' Around
08 Big Boots
09 Didja' Ever
10 Blue Suede Shoes
11 Doin' The Best I Can


Recensione di Davide.
Sulla falsariga di “Welcome Home Elvis”, la FTD prosegue il viaggio nella carriera del periodo post militare di Elvis attraverso un corposo approfondimento rappresentato da un volume di ben 350 pagine scritto da David English, ricco di foto inedite e interessanti dettagli del grande rientro a Hollywood, anche con l’ausilio di interessanti riproduzioni di articoli dell’epoca.

Ovviamente l’attenzione maggiore è dedicata al film G.I. Blues che, come abbiamo detto in precedenti occasioni, segna l’inizio di una nuova era per il nostro artista, quella dell’interminabile quanto lucrosa parentesi hollywoodiana, i cui ricorrenti ingredienti si rifaranno quasi sempre a quelli presenti in questa pellicola.

Anche in questo caso troviamo allegato al libro un CD con i mono masters della colonna sonora del film, a quanto pare recentemente ritrovati, che rappresentano il tentativo da parte dei produttori di far riassaporare al fan le sonorità del vinile originale, ovviamente in mono.
Una scelta questa che già in occasione di “Welcome Home Elvis” ci ha lasciato perplessi: il recente doppio CD con la colonna sonora in questione, ricca di materiale alternativo, è già di per se l’ottimo abbinamento naturale a questo libro.
Forse un vinile al posto del CD avrebbe rappresentato un'appendice più sensata e di maggiore interesse collezionistico, anche alla luce del fatto che il costo dell’intero set è abbastanza elevato.

venerdì 27 novembre 2015

A BOY FROM TUPELO


DATA DI PUBBLICAZIONE: agosto 2012.
Numero di catalogo: 506020-975049.

Libro di 527 pagine con 3 CD che riporta tutta la produzione Sun Records, incluse rarità ed un inedito assoluto dal vivo: "Little mama".
Si tratta dell'opera omnia su questo periodo, annunciata da tanto tempo. Un'incredibile aggiunta alla strepitosa serie della FTD!



CD 1 - Masters And Demos
01 My Happiness
02 That's When Your Heartaches Begin
03 I'll Never Stand In Your Way
04 It Wouldn't Be the Same Without You
05 Harbor Lights
06 I Love You Because
07 That's All Right (45 RPM master)
08 Blue Moon Of Kentucky (45 RPM master)
09 Blue Moon
10 Tomorrow Night
11 I'll Never Let You Go (Little Darlin')
12 I Don't Care If the Sun Don't Shine
13 Just Because
14 Good Rockin' Tonight
15 Milkcow Blues Boogie
16 You're A Heartbreaker
17 I'm Left, You're Right, She's Gone (slow version)
18 Baby Let's Play House
19 I'm Left, You're Right, She's Gone
20 I Forgot to Remember to Forget
21 Mystery Train
22 Trying To Get To You
23 When It Rains It Really Pours
24 That's All Right (RCA single version)
25 Blue Moon of Kentucky (RCA single version, 78 RPM master)
26 I Love You Because (RCA LP version – spliced from takes 3 & 5)
27 Tomorrow Night (RCA LP version – overdubbed and slowed down)

CD 2 - The Sun Studio Sessions
01 Harbor Lights (takes 1-2, level adjustments)
02 Harbor Lights (take 3/M)
03 Harbor Lights (take 4)
04 Harbor Lights (takes 5, 6)
05 Harbor Lights (take 7)
06 Harbor Lights (take 8)
07 I Love You Because (take 1)
08 I Love You Because (take 2)
09 I Love You Because (take 3)
10 I Love You Because (take 4)
11 I Love You Because (take 5)
12 That's All Right (takes 1, 2)
13 That's All Right (take 3)
14 Dialogue
15 Blue Moon of Kentucky (slow tempo outtake)
16 Blue Moon (takes 1,2,3)
17 Blue Moon (take 4)
18 Blue Moon (take 5)
19 Blue Moon (takes 6, 7)
20 Blue Moon (take 8)
21 Blue Moon (take 9, master)
22 Dialogue fragment before Tomorrow Night
23 I’ll Never Let You Go (Little Darlin’) (incomplete take)
24 Good Rockin’ Tonight (fragment from vocal slapback tape)
25 I Don't Care If The Sun Don't Shine (takes 1,2)
26 I Don’t Care if the Sun Don’t Shine (take 3, master)
27 I'm Left, You're Right, She's Gone (take 1)
28 I'm Left, You're Right, She's Gone (take 2)
29 I'm Left, You're Right, She's Gone (take 3)
30 I'm Left, You're Right, She's Gone (take 4)
31 I'm Left, You're Right, She's Gone (take 5, master)
32 I'm Left, You're Right, She's Gone (take 6)
33 I'm Left, You're Right, She's Gone (take 7)
34 How Do You Think I Feel (guitar slapback tape, rehearsal + take 1)
35 How Do You Think I Feel (guitar slapback tape, rehearsals)
36 When It Rains It Really Pours (vocal slapback tape, take 1)
37 When It Rains It ReallyPours (vocal slapback tape, take 2 - rehearsal)
38 When It Rains It Really Pours (vocal slapback tape, takes 3, 4)
39 When It Rains It Really Pours (vocal slapback tape, take 5, master)
40 When It Rains It Really Pours (vocal slapback tape, takes 6,7)
41 When It Rains It Really Pours (vocal slapback tape, take 8)

CD 3 - Live & Radio Performances
01 That's All Right (Shreveport. 16/10/1954)
02 Blue Moon Of Kentucky (Shreveport. 16/10/1954)
03 Shake, Rattle And Roll (Lubbock. 6/1/1955)
04 Fool, Fool, Fool (Lubbock. 6/1/1955)
05 Hearts Of Stone (Shreveport. 15/1/1955)
06 That's All Right (Shreveport. 15/1/1955)
07 Tweedle Dee (Shreveport. 15/1/1955)
08 Shake, Rattle And Roll (Florence. 19/1/1955)
09 KSIJ Radio Commercial with Tom Perryman (Gladewater. 1955)
10 Money Honey (Shreveport. 22/1/1955)
11 Blue Moon Of Kentucky (Shreveport. 22/1/1955)
12 I Don't Care If The Sun Don't Shine (Shreveport. 22/1/1955)
13 That's All Right (Shreveport. 22/1/1955)
14 Tweedle Dee (Shreveport. 5/3/1955)
15 Money Honey (Shreveport. 5/3/1955)
16 Hearts Of Stone (Shreveport. 5/3/1955)
17 Shake, Rattle And Roll (Shreveport. 5/3/1955)
18 Little Mama (Shreveport. 5/3/1955)
19 You're A Heartbreaker (Shreveport. 5/3/1955)
20 Good Rockin' Tonight (Houston. 19/3/1955)
21 Baby Let's Play House (Houston. 19/3/1955)
22 Blue Moon Of Kentucky (Houston. 19/3/1955)
23 I Got A Woman (Houston. 19/3/1955)
24 That's All Right (Houston. 19/3/1955)
25 Tweedle Dee (Gladewater. 30/4/1955)
26 Interview With Mae Boren Axton (Jacksonville. 12/5 o 28/5/1955)
27 That's All Right (Meridian. 26/5/1955)
28 I'm Left, You're Right, She's Gone (Shreveport. 2/7/1955)
29 Baby Let's Play House (Shreveport. 20/8/1955)
30 Maybellene (Shreveport. 20/8/1955)
31 That's All Right (Shreveport. 20/8/1955)
32 Interview with Bob Neal (Memphis. 29, 30 o 31/8/1955)




Recensione di Davide.

“Hold it fellows, that don't move me. Let's get real, real gone for a change…”
E nulla fu più come prima.

Monumentale opera (quasi) omnia –e si spera solo per il momento- della primissima produzione di Elvis presso la Sun Records di Memphis, nel periodo 1953-1955.

Incisioni dalla portata storica fondamentale, canzoni che hanno dato il "la" a quel processo di rivoluzione culturale che ha segnato in modo indelebile la storia contemporanea dal dopoguerra ad oggi, fornendo quelle che possiamo considerare le prime musiche universali della storia, libere da schemi e pregiudizi razziali. Non più musica per bianchi e musica per neri, ma semplicemente la voglia di ribellione di una gioventù vogliosa di riscatto e di libertà cui trova nella musica il mezzo di massima espressione.

Peter Guralnik una volta scrisse: “Se all’indomani della Sun Records Elvis non avesse più inciso niente, la sua musica oggi verrebbe considerata dello stesso status di quella di Robert Johnson”
Per fortuna Elvis dopo la Sun incise, incise ed incise ancora, sino a diventare il più grande performer di tutti i tempi. Già dalle prime incisioni del 1953, demos registrati a pagamento ora come regalo per la mamma, ora per continuare ad inseguire un sogno, troviamo gli echi della dolcezza espressiva che caratterizzerà la sua arte in futuro, cosi come i primi tentativi di incisioni “professionali”, Harbor Lights e I love you because, per arrivare alla leggendaria That’s all right (mama), canzone che la storia vuole rappresenti la cesura tra ciò che era stato in passato e una nuova era.

Milcow blues boogie, Baby let’s play house, Blue moon of Kentucky e Mystery train sono le dirompenti testimonianze di una portata esplosiva senza precedenti, quella di un imbrillantinato giovanotto dai modi nervosi e gentili, che attingendo dal proprio background musicale senza limiti e libero da stereotipi, rompe tutti gli schemi musicali, tecnici e comportamentali, andando oltre gli stessi, smantellando e ridefinendo gli spazi di una nuova cultura.
A boy from Tupelo, con il suo libro di 527 pagine e 3 CD, ci accompagna alla riscoperta di questo magico ed irripetibile tempo di disincantata dolcezza e di vitale energia, vissuta minuto per minuto, chilometro per chilometro, auditorium per auditorium, concerto per concerto, tra gioie e illusioni, sogni e speranze, in un vortice al cardiopalma di inizio anni '50.

Foto, dati, aneddoti e curiosità varie accompagnano l’ascolto di tutti i masters e i demo incisi per la piccola etichetta di Sam Phillips, nonché le tantissime outtakes, tutte quelle arrivate sane e salve sino ad oggi, presenti nel secondo dischetto, dove evidenziamo le dolci Harbor Lights e I love you because: primi tentativi di un qualcosa di ancora indefinito che, sebbene non ciò che Phillips andava cercando, mostrano di già tutto l’innato e indiscutibile talento del ragazzo di Tupelo.
That’s all right (mama) dopo tutti questi anni suona ancora fresca e potente, mentre intatta è la magia di Blue moon, in tutte le varie outtakes qui presenti.
Anche I don’t care if the sun don’t shine è, nel suo piccolo, un gioiellino “rivoluzionario”, un esempio di come un semplice motivetto si trasformi in qualcosa di estremamente sperimentale e "progressive" per l'epoca.

Al primo ascolto di questo set, un colpo al cuore mi è arrivato dai pochi secondi di Good rockin' tonight presenti nel secondo CD: note musicali che fuoriescono prepotenti dalle case dello stereo, e non è difficile immaginare il giovane ragazzo agitarsi freneticamente davanti al microfono, con la chitarra al collo, in un estasi di energia, la stessa che ritroviamo nel terzo CD, quello che raccoglie in audio meravigliosamente ottimo performances live e alla radio, con addirittura l’inedito assoluto Little mama, eseguito al Louisiana Hayride.

Shreveport, Florence, Gladewater, Houston, Jacksonville…Questi i nomi delle sofferte tappe di un’ascesa senza eguali nella storia.
La storia di Elvis e del rock.

“Hold it fellows, that don't move me. Let's get real, real gone for a change…”
E nulla fu più come prima.

G.I. BLUES


DATA DI PUBBLICAZIONE: luglio 2012.
Numero di catalogo: 506020-975033.

Doppio CD in confezione triple fold out cover da 7" che focalizza la sua attenzione sulla colonna sonora di "G.I. Blues".
Come al solito, include un libretto di 16 pagine ricco di notizie sulle sessions e molte foto.



CD 1.
1) Tonight's Is So Right For Love
2) What's She Really Like
3) Frankfort Special
4) Wooden Heart
5) G.I. Blues
6) Pocketful Of Rainbows
7) Shoppin' Around
8) Big Boots
9) Didja' Ever
10) Blue Suede Shoes
11) Doin' The Best I Can
12) Tonight's All Right For Love
13) Shoppin' Around [BO. Take 11]
14) Frankfort Special [HO. Take 13]
15) Big Boots [M1O. Take 7]
16) Pocketful Of Rainbows [NO. Take 12]
17) Big Boots [M1OX. Take 2]
18) Tonight Is So Right For Love [master]
19) Tonight Is So Right For Love [takes 1-2]
20) What's She Really Like [takes 1-2-3-4-5]
21) Frankfort Special [HO. Take 1-2]
22) Wooden Heart [take 1]
23) G.I. Blues [take 1]
24) Pocketful Of Rainbows [NO. Takes 1-2]
25) Shoppin' Around [BO. Take 1]
26) Big Boots [M1O. Takes 1-2]
27) Big Boots [MO. Take 1]
28) Didja' Ever [take 1]
29) Tonight's All Right For Love [take 1]
30) Doin' The Best I Can [takes 1-2-3]

CD 2.
1) Pocketful Of Rainbows [NO. Take 3]
2) Shoppin' Around [AO. Take 4. Strumentale]
3) Shoppin' Around [BO. Takes 2-3-4]
4) Shoppin' Around [BO. Take 5]
5) Doin' The Best I Can [takes 4-5-6-7]
6) Doin' The Best I Can [take 8-9]
7) G.I. Blues [takes 2-3-4]
8) G.I. Blues [take 5]
9) Tonight Is So Right For Love [take 3]
10) Tonight Is So Right For Love [take 4]
11) Tonight Is So Right For Love [takes 5-6-7]
12) Frankfort Special [HO. Takes 3-4-5-6-7]
13) Frankfort Special [HO. Take 8]
14) Big Boots [M1O. Take 3]
15) Big Boots [M1O. Take 4]
16) Big Boots [MO. Takes 2-3]
17) What's She Really Like [takes 6-7]
18) What's She Really Like [takes 8-9-10-11]
19) What's She Really Like [takes 12-13]
20) Pocketful Of Rainbows [NO. Takes 4-5-6-7]
21) Pocketful Of Rainbows [NO. Take 8]
22) Pocketful Of Rainbows [NO. Take 9]
23) Pocketful Of Rainbows [NO. Take 10]
24) Wooden Heart [takes 2-3-4]



Recensione di Davide.

Doppio CD in formato 7" con la colonna sonora del primo film di Elvis dopo il servizio militare;
Girato nei mesi di maggio e giugno 1960, G.I. Blues è parte integrante del processo di trasformazione del “nuovo Elvis”, chiaramente distante dal ribelle rock del periodo pre-esercito e assolutamente riadattato per tutti i gusti:
Con questo film e la sua formula leggera e musicata, che farà da esempio per tutte le produzioni a venire a discapito del sogno di interpretare ruoli impegnativi accarezzato con King creole, si assiste alla “nazionalizzazione”, o meglio, alla “popolarizzazione” del cantante, che entra nelle case degli americani non più come un sottoprodotto della cultura giovanile ma come un amico nazional-popolare.
Non c’è dubbio che, visto il tema, il Colonnello Parker sia riuscito definitivamente a monetizzare anche l’esperienza militare di Elvis.
La colonna sonora, per la maggior parte composta da motivetti leggeri ed orecchiabili, dà comunque la possibilità ad Elvis di dare sfogo alla nuova vocalità dimostrata: è nelle ballate come Doin’ the best I can o Pocketful of rainbows che troviamo una ineguagliabile voce, dai toni caldi e vellutati.

Il film è ambientato in Germania, ecco quindi che nella soundtrack troviamo pezzi appartenenti alla cultura europea, come la mitica Wooden Heart , addirittura cantata per metà in tedesco.
Il resto della colonna sonora è piacevole ma non certo memorabile: brani ritmati che rendono bene su pellicola non hanno la stessa resa su disco, ed è curiosa la presenza di un rifacimento annacquato di Blue suede shoes.
Echi dal passato arrivano nella valida Frankfort special, dove per un momento ritroviamo il vecchio caro treno del mistero nella sua infinita corsa nella terra del rock. Una piacevole comparsata e niente più.

Il doppio CD si apre con la tracklist originale della colonna sonora in qualità audio perfetta.
Seguono a ruota le bonus songs, alternative dalle sedute di registrazione e primissime takes dei vari brani. Il tutto da vita a una nuova alternative version della colonna sonora, dove segnaliamo anche una versione strumentale di Tonight Is So Right For Love.
Con il secondo dischetto iniziamo il viaggio attraverso le registrazioni della colonna sonora, per l’esattezza quelle tenutesi nei giorni 27 e 28 aprile 1960, dove ritroviamo il nostro artista intento a modellare i brani secondo il suo immenso talento, tra una scherzosa battuta e l’altra con i musicisti presenti in studio.
Un viaggio in studio che presumibilmente proseguirà con il volume 2 da parte della FTD, che avrà sicuramente come oggetto la seconda parte delle session, quelle del 6 maggio dello stesso anno, in una sorta di tardiva risposta ai pirati che nel corso degli anni hanno pubblicato praticamente tutto quanto inciso per questa colonna sonora in altrettanto ottima qualità audio ed elegante formato.

THAT’S THE WAY IT IS-Special edition [Vinile]



DATA DI PUBBLICAZIONE: luglio 2012.
Numero di catalogo: 506020-975042.

Splendido doppio 33 giri "alternativo" con brani tratti da uno dei periodi migliori di Elvis, luglio/agosto 1970.
A sorpresa, viene pubblicata per la prima volta la prima take di "Patch it up".
Eccellente artwork e vinile da 180 grammi, come al solito.
Immancabile nelle nostre collezioni.



DISCO 1. LATO A.
1) I just can't help believing [prova a Culver City 29/7/1970]
2) Twenty days and twenty nights [take 8]
3) Patch it up [Las Vegas 12/8/1970 DS]
4) Mary in the morning [take 4]
5) You don't have to say you love me [takes 1, 2]

DISCO 1. LATO B.
1) You've lost that lovin' feelin' [prova a Las Vegas 10/8/1970]
2) I've lost you [Las Vegas 11/8/1970 DS]
3) Stranger in the crowd [rough mix master take 9]
4) The next step is love [Las Vegas 10/8/1970 OS]
5) Bridge over troubled water [Las Vegas 11/8/1970 DS]

DISCO 2. LATO C.
1) Just pretend [takes 1, 2]
2) How the web was woven [master]
3) Patch it up [take 9]
4) Sweet Caroline [Las Vegas 12(7(1970 MS]
5) Make the world go away [Las Vegas 13/8/1970 DS]
6) The wonder of you [Las Vegas 13/8/1970 DS]

DISCO 2. LATO D.
1) Little sister / Get back [Las Vegas 12/8/1970 MS]
2) Something [Las Vegas 11/8/1970 MS]
3) Patch it up [take 1]
4) The next step is love [takes 9, 10]
5) I've lost you [takes 4, 5, 6]




NOTA: per questa emissione, NON è disponibile il link.

NOTE: for this release, link IS NOT available.

giovedì 26 novembre 2015

FROM HAWAII TO LAS VEGAS


DATA DI PUBBLICAZIONE: luglio 2012.
Numero di catalogo: 506020-975043.

Emissione davvero molto interessante che contiene le prove che Elvis eseguì a Las Vegas il 25 gennaio 1973, un giorno prima dell'opening show della nuova stagione, subito dopo il famoso Aloha from Hawaii via satellite.
Si tratta di una registrazione "catturata" su cassetta e non dal mixer, quindi la resa sonora è un po' inferiore allo standard al quale siamo abituati me risulta godibile ugualmente.
Spiccano su tutte due versioni di "Separate ways", una delle quali con accompagnamento orchestrale, ed una "I'm so lonesome I could cry" in versione completa, inclusa la strofa che Elvis non cantò alle Hawaii, durante i due famosi spettacoli.




Prove registrate a Las Vegas il 25 gennaio 1973.
01 Something
02 You Gave Me A Mountain
03 Steamroller Blues
04 My Way
05 Love Me
06 It's Over
07 Blue Suede Shoes
08 I'm So Lonesome I Could Cry
09 Welcome To My World
10 I'll Remember You
11 Long Tall Sally / Whole Lot-ta Shakin' Going On
12 An American Trilogy
13 A Big Hunk O'Love
14 I'm Leaving It Up To You
15 Faded Love
16 I Can't Stop Loving You
17 Separate Ways
18 Separate Ways
19 Bridge Over Troubled Water
20 Can't Help Falling In Love



Recensione di Davide.

Straordinario ritrovamento !
Follow That Dream Records propone le prove che il nostro artista tenne il 25 Gennaio 1973 a Las Vegas in preparazione dell’imminente ingaggio di gennaio-febbraio di quell’anno.
La FTD condivide così con i fans queste eccellenti registrazioni effettuate con mezzi di fortuna (una musicassetta TDK). Se da un lato il suono, vista la fonte, non è perfetto, dall’altro questo aspetto è totalmente trascurabile considerato il materiale inedito proposto e la incredibile particolarità dello stesso, con dei brani che mai avremmo pensato un giorno di poter ascoltare! Sto ovviamente parlando delle due gemme dell’intero disco, le due versioni di Separate ways.
Ma andiamo per ordine.

Lo show via satellite “Aloha From Hawaii” è trascorso da appena 11 giorni e già Elvis è al lavoro per la nuova season a Las Vegas in programma a partire dal 26 gennaio.
Il giorno 25 è impegnato nelle prove assieme alla band presso l’Hilton hotel. Prove quasi superflue direi, visto l’affiatamento dei musicisti e per il fatto, come dicevo poco prima, che si era ancora “freschi” di palcoscenico. Scopo della intera rehearsal era dunque quello di mettere a fuoco la scaletta dello show per la nuova season, che avrebbe dovuto proporre un giusto mix tra il repertorio del 1972 e quello dello show via satellite.
La prima parte delle prove sembra proprio una sorta di Aloha from Hawaii senza pubblico: Elvis e band eseguono parte della scaletta del mitico show in modo impeccabile, il tutto reso ancora più godibile dal generale senso di relax che pervade lo studio.
Da notare come durante l’esecuzione di My Way Elvis non perde occasione di scherzare e redarguire bonariamente i suoi amici (“Shut up! Charlie” , “Shut up! Big Joe”).
La versione che ne esce fuori è più lenta rispetto a quella live, ma comunque abbastanza sentita, trattandosi di una prova.
I lavori procedono spediti e conditi da tanto buon umore; Elvis e band scherzano di continuo nelle loro conversazioni riguardo la scaletta e nell’ esecuzione stessa dei pezzi. Ad esempio, in occasione di Love me i musicisti eseguono un finale a sorpresa con l’inno americano “The star spangled banner”, per le risate di tutti i presenti.
L’intensità di I’m so lonesome I could cry, in una eccezionale extended version con tanto di versi in più rispetto all’Aloha e un assolo di Burton, ci fa dimenticare di trovarci dinnanzi ad una prova.
Stesso discorso per l’altro classico Welcome To My World, brano che poi non verrà riproposto in concerto prima del 1975.
I’ll remember you, in cui Elvis si sofferma un po’ sul finale alla ricerca della perfezione, non si discosta troppo dalle versioni ascoltate in precedenza.
Prima di una American Trilogy che niente ha da invidiare alle numerose versioni live, un momento di pura grinta lo troviamo nel medley Long Tall Sally/Whole Lotta Shakin' Goin' On e successivamente in A Big Hunk O' Love, uno dei pochissimi brani anni '50 “promossi a pieni voti” da Elvis.
‘I’m Leaving It All Up To You è la versione, unica esistente, che da anni circola tra i fans e che stavolta ascoltiamo finalmente inserita nel proprio contesto naturale.
Faded Love è un gioiellino country che purtroppo Elvis andrà ad eseguire una sola volta durante la stagione, esattamente durante il dinner show del 15 febbraio. Sarà poi ripresa solo altre 3 volte nel corso del 1973 prima di essere accantonata definitivamente.
Dopo I can’t stop loving you arriviamo finalmente al momento clou dell’intero CD : per la primissima volta in assoluto ascoltiamo due versioni di Separate Ways. Mai avremmo immaginato di poterci gustare queste chicche dall’esecuzione coinvolgente, carica di sentimento e malinconia alla pari della versione studio. Eseguita ben due volte, una con tanto di band e orchestra e una solo con la band, è un vero peccato che non venne mai proposta in concerto.
Così come per altre gemme del repertorio di Elvis, ci resta solo questa manciata di minuti di pura magia ad accompagnare i nostri sogni... e tanto rammarico. Un colpo da favola che giustifica l’acquisto dell’intero dischetto.
Ed è così che ancora in balia delle nostre emozioni quasi non ci accorgiamo delle seguenti Bridge over troubled water, bellissima ed impeccabile esecuzione, e di una incompleta Can’t help falling in love.

Si chiude così un album essenziale, che non può assolutamente mancare nella nostra Elvis collection.

PROMISED LAND-The companion album [Vinile]


DATA DI PUBBLICAZIONE: maggio 2012.
Numero di catalogo: 506020-975041.

Altra splendida emissione in un doppio LP dal vinile di 180 grammi, a cura della FTD.
Stavolta ascoltiamo le outtakes tratte dalla seduta di registrazione che fece nascere "Promised land".
Grande artwork!



DISCO 1. LATO A.
1) Promised land [takes 3, 4]
2) There's a honky tonk angel (who'll take me back in) [take 4 & spliced takes 5/3/8]
3) Help me [take 1, false start + remixed master]
4) Mr. songman [take 2]
5) Love song of the year [take 1]
6) Promised land [master]

DISCO 1. LATO B.
1) It's midnight [take 7]
2) Your love's been a long time coming [take 10]
3) If you talk in your sleep [take 5]
4) Thinkiang about you [take 4]
5) You asked me to [take 3A]
6) There's a honky tonk angel (who'll take me back in) [take 1]

DISCO 2. LATO A.
1) Promised land [take 5]
2) Love song of the year [takes 3, 4, 6]
3) It's midnight [take 11]
4) You asked me to [take 2B]
5) Thinking about you [take 3]

DISCO 2. LATO B.
1) If you talk in your sleep [undubbed master take 9]
2) You asked me to [takes 1, 2A]
3) There's a honky tonk angel (who'll take me back in) [takes 6, 7]
4) Mr. songman [takes 3, 5]
5) Promised land [undubbed master take 6]



NOTA: per questa emissione, il link NON è disponibile.

NOTE: link IS NOT available for this release.

WELCOME HOME ELVIS 1960


DATA DI PUBBLICAZIONE: aprile 2012.
Numero di catalogo: 506020-975044.

"Flaming Star", in collaborazione con la Follow That Dream Records pubblica questo libro di 260 pagine, corredato da un CD, che focalizza la sua attenzione sulla prima parte del 1960, quando Elvis rientrò dal servizio militare e ritornò alla sua attività artistica.
Il libro include oltre 300 foto, la maggior parte delle quali mai pubblicate in precedenza, il testo a cura di David English ed un compact disc con i master in mono originali di "Elvis is back!".



CD: Le canzoni sono tutti masters in mono.
01 Make Me Know It
02 Fever
03 The Girl of My Best Friend
04 I Will Be Home Again
05 Dirty, Dirty Feeling
06 Thrill of Your Love
07 Soldier Boy
08 Such a Night
09 It Feels so Right
10 The Girl Next Door Went A'walking
11 Like a Baby
12 Reconsider Baby



Recensione di Davide.
Ecco il frutto della partnership tra l’etichetta Follow That Dream e il club Flaming Star: un corposo libro incentrato sul 1960, nello specifico, sui mesi che seguirono il rientro alla vita civile di Elvis dopo il lunghissimo servizio militare che lo vide servire la patria addirittura nella lontana e fredda Germania.
Mai prima di allora la partenza al servizio dello zio Sam da parte di una celebrità suscitò un così massiccio impatto mediatico. Furono molti i pensieri e le preoccupazioni che insediarono la mente di Elvis alla vigilia della partenza: dopo tutto questo periodo di assenza la gente si sarebbe ancora ricordata di lui oppure il suo destino sarebbe stato quello di finire nel dimenticatoio?
Leciti dunque i pensieri funesti da parte di tutti, paure che però furono magnificamente “combattute” d’anticipo dal Colonnello Parker che per tutta la durata del servizio militare, mantenne vivo il ricordo e la presenza del cantante sia nel campo discografico che in quello cinematografico, con l’uscita de film King Creole, ritenuto dai critici come il migliore interpretato da Elvis, e alcuni dischi come le compilazioni “A date with Elvis” e "For LP fans only".

L’esperienza umana della lontananza da casa, del vivere come una persona comune tra i commilitoni, il contatto con nuove culture musicali, la possibilità di assorbire stili di canto dei grossi interpreti delle melodie europee e, non ultimo, il dolore per la scomparsa della mamma, restituirono al mondo un nuovo Elvis. Più maturo, adulto. Un’Elvis per tutti.
Il ritorno alla vita civile e dunque all' attività artistica del nostro venne celebrato a livello mediatico in primis con la partecipazione al programma “Frank Sinatra Show”, trasmesso dalla NBC: Elvis canta davanti alla telecamere il suo nuovo singolo Stuck on you / Fame e fortune, in un'interpretazione che non lascia spazio a dubbi: il ragazzo è tornato più forte e ispirato che mai, in grado di proporre ancora dell’eccitante rock and roll ma allo stesso tempo di sfoggiare una voce calda e vellutata in deliziose ballate. E con l’immutato fascino di sempre.
Ma questo ritorno non venne accompagnato solo dalla apparizione tv e da un nuovo singolo: ad aprile dello stesso anno venne distribuito l’album “Elvis is back”, inciso nelle recenti sessions di Nashville, le prime appunto dopo il rientro dalla Germania.
Un album nuovo per un nuovo Elvis, con tanto blues, strutture musicali più sofisticate e bellissime ballate: non più il rocker ribelle degli anni 50 ma un artista più maturo e completo. Un’interprete a 360 gradi.

Welcome home Elvis è il libro che ci porta a rivivere questo fantastico periodo artistico e personale, in un affascinante viaggio attraverso 260 pagine ricche di foto, molte delle quali inedite, e il testo scritto da David English.
In allegato troviamo il CD con la versione in mono dell’album “Elvis is back”, con la tracklisting originale composta dagli “original mono masters”, nel curioso tentativo di far ascoltare ai fans di oggi l’album così come suonava in origine nel vinile d’epoca.
L’inclusione di questo CD, per quanto piacevole all'ascolto nonché uno dei migliori album di tutta la carriera di Elvis, a mio parere si poteva evitare del tutto. In primis in quanto a livello collezionistico avrebbe avuto più senso eventualmente allegare direttamente un vinile in mono e non un CD, e pur senza addentrarmi in considerazioni di carattere economico di un progetto simile, il precedente doppio CD “Elvis is back”, sempre della FTD e già presente nelle nostre collezioni, rappresenta già di per se un ottimo documento sonoro da accorpare a questo libro, senza bisogno di altro.

mercoledì 25 novembre 2015

ANOTHER SATURDAY NIGHT


DATA DI PUBBLICAZIONE: aprile 2012.
Numero di catalogo: 506020-975040.

Registrazione soundboard dello spettacolo serale del 7 giugno 1975 a Shreveport, Luoisiana.
"See see rider"
e "I got a woman/Amen" provengono da Memphis, 10 giugno 1975 in quanto il tecnico del suono non le registrò.
Alla fine del CD, come bonus, troviamo "I'll remember you" da Mobile, Alabama, 2 giugno 1975 (pomeriggio), "Hawaiian wedding song" e "Bridge over troubled water" da Tuscaloosa, Alabama, 3 giugno 1975 (sera).
Ottimo concerto con Elvis di buon umore ed in bella forma vocale.
Il CD è in digipack con un booklet di 8 pagine.





Dal vivo a Shreveport, Louisiana. 7 giugno 1975. Ore 20,30. (Tranne dove indicato).
01 Also Sprach Zarathustra [Memphis 10/6/1975]
02 See See Rider [Memphis 10/6/1975]
03 I Got A Woman / Amen [Memphis 10/6/1975]
04 Love Me
05 If You Love Me (Let Me Know)
06 Love Me Tender
07 All Shook Up
08 Teddy Bear / Don't Be Cruel
09 Hound Dog
10 The Wonder Of You
11 Burning Love
12 Introductions / Johnny B. Goode
13 Introductions / School Days
14 T-R-O-U-B-L-E
15 Why Me, Lord?
16 How Great Thou Art
17 Let Me Be There
18 An American Trilogy
19 Funny How Time Slips Away
20 Little Darlin'
21 Mystery Train / Tiger Man
22 Can't Help Falling In Love
23 I'll Remember You [Mobile 2/6/1975 AS]
24 Hawaiian Wedding Song [Tuscaloosa 3/6/1975 ES]
25 Bridge Over Troubled Water [Tuscaloosa 3/6/1975 ES]




Recensione di Davide.

La FTD ci porta al tour di maggio/giugno 1975, una fase artistica molto apprezzata dai fans di Elvis, caratterizzata da shows che vedono il cantante in ottima forma vocale e spirituale, non che abbastanza buona dal punto di vista fisico, evidenti segni questi di un generale rinvigorimento del nostro.
Una tourneé nella quale pare aver ritrovato la gioia di fare il proprio mestiere con passione e trasporto e di aver riscoperto quanto è bello essere Elvis… Ed essere amato in modo incondizionato da una infinita legione di fans, a dispetto dei dettratori della stampa scandalistica e del gossip da quattro soldi che in quel periodo si divertiva a prendere di mira il cantante di Memphis.
Nel 1975, Elvis Presley è il maturo entertainer che ha ormai conquistato tutto quello che c’era da conquistare, battendo ogni record e arrivando là, dove nessun altro artista è mai giunto: Milioni di dischi venduti, folle oceaniche ovunque si esibisse, uno storico show via satellite alle spalle, un mito vivente che colleziona sold out, isteria collettiva e affetto sincero sempre e comunque.
Chissà quali sono stati i pensieri del 40enne Elvis quando, nel corso del tour, giunse il momento di visitare la città di Shreveport, sede del Louisiana Hayride, lo storico programma radiofonico country dove il giovanissimo ragazzo di Memphis mosse i primissimi passi nel mondo dello show business in compagnia di Scotty Moore & Bill Black. E chissà se quel giovanissimo Elvis, intento ad inseguire il proprio sogno, avrebbe mai immaginato di ritornare un giorno in Louisiana con il mondo ai propri piedi.
È il 7 luglio 1975 quando appare per la prima volta al pubblico di Shreveport dopo un periodo lungo una vita.
L’inizio è quello consueto con l’introduzione Also Sprach Zarathustra a precedere la spettacolare See See Rider, marchio di fabbrica dell'Elvis show, per poi seguire con la “teatrale” I got a woman/Amen. Purtroppo questi primi tre pezzi provvengono da Memphis, 10 giugno 1975 (evening show) in quanto il tecnico del suono registrò lo spettacolo di Shreveport solo a partire dalla quarta canzone in scaletta, Love Me... e qui si percepisce anche la differenza di suono delle due registrazioni (in entrambi i casi comunque molto buone, essendo tratte direttamente dal mixer soundboard)
“Sono molto felice di essere tornato in questa città.... Qua a Shreveport ho fatto i miei primi lavori”... Elvis non dimentica e il pubblico impazzisce. L’ entusiasmo va sempre più crescendo man mano che vengono proposti i vecchi successi: Love me tender, All Shook up, Teddy bear-Don’t be cruel, Hound dog.
Dopo questa prima carrellata di oldies, troviamo una piacevole e sorprendente The wonder of You, ben interpretata da tutta la band, sebbene non introdotta dalla classica orchestrazione ma da un semplice giro di piano. In questa versione manca forse l’energia del 1970... ma non certo la magia.
Un tripudio di vigore lo troviamo invece in Burning Love, classico dell’Aloha From Hawaii, concerto ben stampato nella mente dei fans.
Tra un'emozione e l’altra arriviamo a metà concerto con la consueta presentazione della band, che da modo ai musicisti di dar prova della loro bravura: ecco dunque una bella Johnny Be Goode dove la chitarra elettrica di James Burton la fa da padrona. Burton è proprio di Shreveport e Elvis non manca di ricordarlo al pubblico, unitamente ad altri aneddoti legati all’epoca dei suoi trascorsi nella città della Louisiana.
C’è spazio inoltre per un “pirotecnico” assolo del batterista Ronnie Tutt, di un buon blues con il basso di Jerry Sheff e di Glen Hardin al piano .
Da notare il curioso siparietto durante le presentazioni quando Elvis scherza con una scatenata fan tredicenne riguardo la giovane età di quest’ultima. Segnaliamo inoltre che in via del tutto eccezionale non è il maestro Joe Guercio a dirigere l’orchestra ma Marty Harrel.
Il concerto procede spedito con la nuova T.R.O.U.B.L.E., nell’ambito di un'inconsueta ed inedita promozione di un proprio album (in questo caso Today) da parte del cantante.
Why me, Lord? promette di essere uno dei momenti più intensi dello show, ma Elvis rovina il tutto disturbando scherzosamente il corista JD Sumner.
Massima serietà e concentrazione troviamo invece nell’altro Gospel in scaletta, la magistrale How Great Thou art, ripetuta per ben due volte. Momento da brividi quando Elvis nella frase “Oh my God, how great Thou art” sprigiona tutta la sua potenza... e la sua profonda e personale dimostrazione di amore verso l’Onnipotente.
Una “defaticante“ Let me be there ci introduce ad un altro momento clou dello show: l’intensità emotiva di American Trilogy, dove segnaliamo una tromba in sostituzione del flauto traverso nel classico assolo che precede il gran finale di fiati e voci, che a dire la verità questa volta risulta un po’ troppo veloce rispetto ad altre versioni ascoltate.
Elvis chiede che vengano accese le luci in sala... Ancora momenti di interazione con il pubblico ("hey, quanta gente c’è in questa sala?") ed è il momento di Funny How time slips away, carica di nostalgia.
Molto simpatica la scherzosa Little darlin', nella quale si prendono un po in giro i cari vecchi fifties.
Ci avviamo dunque alla fine con una piacevole versione di Mystery train/Tiger man, grintosa come non ascoltavamo da tempo ed ecco puntuale Can’t help falling in love a porre fine alla magia.
Thank you, Be carefull when you go home” e tutti a casa, pienamente soddisfatti e con le immagini di uno strabiliante Elvis ancora impresse nella mente.
Il dischetto si chiude con tre bonus songs: una magica e dolcissima I’ll remember you proveniente dallo show di Mobile, Alabama, del 2 giugno 1975, e le belle Hawaiian wedding song e Bridge over troubled water che arrivano dal concerto di Tuscaloosa, Alabama, del giorno successivo.
“Another Saturday night”, proposto in formato 5 pollici con libretto fotografico allegato, è un buon prodotto che per i motivi illustrati all’inizio di questo articolo mi sento di promuovere a pieni voti. Uno show molto godibie che merita assolutamente di essere ascoltato, come tutti quelli provenienti da questo tour.





HIS HAND IN MINE [Vinile]


DATA DI PUBBLICAZIONE: marzo 2011.
Numero di catalogo: 506020-975039.

Doppio LP in vinile da 180 grammi che propone le canzoni tratte dalla recording session di "His hand in mine" e numerose relative outtakes.



DISCO 1. LATO A:
1) His hand in mine
2) I'm gonna walk dem golden stairs
3) In my father's house (are many mansions)
4) Milky white way
5) Known only to Him
6) I believe in the man in the sky
7) Crying in the chapel [take 1]
8) Crying in the chapel [take 2 & master take 3]

DISCO 1. LATO B:
1) Joshua fit the battle
2) He knows just what I need
3) Swing down sweet chariot
4) Mansion over the hilltop
5) If we never meet again
6) Working on the building
7) I believe in the man in the sky [take 1]
8) Known only to Him [takes 1, 2]

DISCO 2. LATO C.
1) His hand in mine [take 5]
2) I'm gonna walk dem golden stairs [take 4]
3) In my father's house (are many mansions) [take 7]
4) Milky white way [takes 1, 2]
5) Known only to Him [takes 3, 4, 5]
6) I believe in the man in the sky [takes 2, 3, 4]

DISCO 2. LATO D.
1) Joshua fit the battle [take 3]
2) He knows just what I need [take 8]
3) Swing down sweet chariot [takes 2, 3]
4) Mansion over the hilltop [takes 2, 1]
5) If we never meet again [take 1]
6) Working on the building [takes 3, 4]
7) Milky white way [takes 4, 6, 5]





NOTA: il link per questa emissione NON è disponibile.

NOTE: link for this release ISN'T available.

ON STAGE-FEBRUARY 1970


DATA DI PUBBLICAZIONE: marzo 2012.
Numero di catalogo: Sony Music Entertainment 506020-975037.

Doppio CD che offre ai collezionisti la versione "aggiornata" dell'album originariamente pubblicato dalla RCA nel 1970 con canzoni registrate dal vivo a Las Vegas nel febbraio dello stesso anno (tranne "Runaway" e "Yesterday", incise nell'agosto 1969).
Come di consueto, nelle "rivisitazioni" degli album classici da parte della FTD, abbiamo molte bonus: si tratta di registrazioni provenienti dal dinner e midnight del 18 febbraio e dal midnight show del giorno 19.
Questo doppio CD è confezionato in un'elegante 7" triple fold out cover con un libretto di 12 pagine.



CD 1:
The Original Album:
01 See See Rider
02 Release Me (And Let Me Love Again)
03 Sweet Caroline
04 Runaway
05 The Wonder Of You
06 Polk Salad Annie
07 Yesterday
08 Proud Mary
09 Walk A Mile In My Shoes
10 Let It Be Me

The February 18, Midnight Show Recordings:
11 Long Tall Sally
12 Don't Cry Daddy
13 Kentucky Rain
14 Let It Be Me
15 I Can't Stop Loving You
16 Walk A Mile In My Shoes
17 The Wonder Of You
18 Introductions
19 Suspicious Minds
20 Can't Help Falling In Love

CD 2.
The February 18, Dinner Show Recordings:

01 Long Tall Sally
02 Don't Cry Daddy
03 Walk A Mile In My Shoes
04 Release Me (And Let Me Love Again)
05 Polk Salad Annie

The February 19, Midnight Show Recordings:
06 Long Tall Sally
07 Don't cry daddy
08 Hound Dog
09 Love Me Tender
10 Kentucky Rain
11 Let It Be Me
12 I Can't Stop Loving You
13 Walk A Mile In My Shoes
14 In The Ghetto
15 The Wonder Of You
16 Release Me (And Let Me Love Again)
17 Polk Salad Annie
18 Introductions
19 Suspicious Minds
20 Can't Help Falling In Love

Recensione di Davide.
Pubblicato originariamente dalla RCA nel giugno del 1970, “On Stage, February 1970” è il biglietto da visita per l’Elvis Presley show, una raccolta del meglio del suo tipico repertorio live di quell’anno.
Elvis è definitivamente ritornato nel giro che conta del rock e Las Vegas è ormai il suo collaudato campo di battaglia nonché simbolo della sua definitiva consacrazione. Lo spettacolo propone vecchi successi al fianco di nuovi brani, molti dei quali presi in prestito da altri artisti, ma che il cantante riesce a trasformare in canzoni sue.
Proud Mary dei Creedence Clearwater Revival, Polk Salad Annie di Tony Joe Withe o Sweet Caroline di Neil Diamond sono solo alcuni esempi di brani che nella versione di Elvis rinascono con una nuova identità.
Walk a mile in my shoes
è portatrice di un impegnato messaggio così come in passato lo furono le varie If I can Dream e In the ghetto, mentre Let it be me, nella sua infinita dolcezza, avrebbe meritato di non sparire così in fretta dalle scalette negli anni a seguire.
On stage è poi l’album di The Wonder of you, brano che Elvis aveva intenzione di incidere già nel 1966 e che finalmente mette su disco: gli frutterà una posizione nella top ten USA e il numero uno assoluto delle classifiche UK.
Don’t cry Daddy non ha certo bisogno di presentazioni: una delle canzoni più belle in assoluto di tutto il repertorio di Elvis. Inspiegabilmente però, anche questa song sparirà presto dalle scalette live.
Runaway e la beatlesiana Yesterday sono invece le due “intruse” del disco, essendo state registrate un anno prima (sempre a Las Vegas) mentre C.C. Rider ancora non è il trascinante pezzo che diverrà primo in scaletta negli show del "R"e per il resto della decade: qui suona più ruvida e blues.
Oltre all’album originale appena descritto, la FTD ci propone le registrazioni degli shows del 18 febbraio (dinner e midnight) e quella dello spettacolo di mezzanotte del giorno successivo, dai quali venne ricavato appunto l’album; proprio dalla porzione del midnight del 18 febbraio, posto a chiusura del primo CD, provengono i masters di ‘Release Me', 'See See Rider' e 'Polk Salad Annie', mentre la grintosa Long tall Sally abbiamo avuto modo di apprezzarla in passato nella extended version di “On Stage" nel 1999.
In questo show traspare all’ascolto un Elvis padrone assoluto della scena, che interpreta con grinta e assoluta maestria i vari brani, supportato da una band stellare con la quale il feeling meraviglioso va oltre la riuscita tecnicamente perfetta dei pezzi stessi: ecco dunque Elvis cambiare il testo di Don’t cry daddy ai danni di Charlie Hodge, sdrammatizzando così l’atmosfera dolorosa del brano; cosa molto simile accade durante l’esecuzione di Kentucky Rain, anche se per fortuna il brano non viene dissacrato troppo eccessivamente.
Se non è l’ironia è la troppa grinta a snaturare i messaggi originari della canzone: prova ne è I can’t stop loving you…. Una bella versione in ogni caso.
Altra highlight dello show è la sempre verde Suspicious minds e la già citata The wonder of you: più lenta del solito e cantata con molta enfasi. Questa è la versione utilizzata dalla BMG nella famosa compilazione 30 #1 Hits
Il secondo CD prosegue con le cinque tracce dal dinner show del 18 febbraio in cui evidenziamo una dolcissima Don’t cry daddy (medesima versione utilizzata dalla RCA per il “Greatest hits, vol. 1”) e una bella Walk a mile in my shoes.
Del midnight show del giorno seguente, infine, ritroviamo I can’t stop loving you (anche questa presente in On Stage-1999 extended version) e il master di Walk a mile in my shoes.
Per il resto è “il solito” piacevole ed impeccabile susseguirsi di musica e magia, in un anno di grazia per la carriera del Re.