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mercoledì 25 novembre 2015

ANOTHER SATURDAY NIGHT


DATA DI PUBBLICAZIONE: aprile 2012.
Numero di catalogo: 506020-975040.

Registrazione soundboard dello spettacolo serale del 7 giugno 1975 a Shreveport, Luoisiana.
"See see rider"
e "I got a woman/Amen" provengono da Memphis, 10 giugno 1975 in quanto il tecnico del suono non le registrò.
Alla fine del CD, come bonus, troviamo "I'll remember you" da Mobile, Alabama, 2 giugno 1975 (pomeriggio), "Hawaiian wedding song" e "Bridge over troubled water" da Tuscaloosa, Alabama, 3 giugno 1975 (sera).
Ottimo concerto con Elvis di buon umore ed in bella forma vocale.
Il CD è in digipack con un booklet di 8 pagine.





Dal vivo a Shreveport, Louisiana. 7 giugno 1975. Ore 20,30. (Tranne dove indicato).
01 Also Sprach Zarathustra [Memphis 10/6/1975]
02 See See Rider [Memphis 10/6/1975]
03 I Got A Woman / Amen [Memphis 10/6/1975]
04 Love Me
05 If You Love Me (Let Me Know)
06 Love Me Tender
07 All Shook Up
08 Teddy Bear / Don't Be Cruel
09 Hound Dog
10 The Wonder Of You
11 Burning Love
12 Introductions / Johnny B. Goode
13 Introductions / School Days
14 T-R-O-U-B-L-E
15 Why Me, Lord?
16 How Great Thou Art
17 Let Me Be There
18 An American Trilogy
19 Funny How Time Slips Away
20 Little Darlin'
21 Mystery Train / Tiger Man
22 Can't Help Falling In Love
23 I'll Remember You [Mobile 2/6/1975 AS]
24 Hawaiian Wedding Song [Tuscaloosa 3/6/1975 ES]
25 Bridge Over Troubled Water [Tuscaloosa 3/6/1975 ES]




Recensione di Davide.

La FTD ci porta al tour di maggio/giugno 1975, una fase artistica molto apprezzata dai fans di Elvis, caratterizzata da shows che vedono il cantante in ottima forma vocale e spirituale, non che abbastanza buona dal punto di vista fisico, evidenti segni questi di un generale rinvigorimento del nostro.
Una tourneé nella quale pare aver ritrovato la gioia di fare il proprio mestiere con passione e trasporto e di aver riscoperto quanto è bello essere Elvis… Ed essere amato in modo incondizionato da una infinita legione di fans, a dispetto dei dettratori della stampa scandalistica e del gossip da quattro soldi che in quel periodo si divertiva a prendere di mira il cantante di Memphis.
Nel 1975, Elvis Presley è il maturo entertainer che ha ormai conquistato tutto quello che c’era da conquistare, battendo ogni record e arrivando là, dove nessun altro artista è mai giunto: Milioni di dischi venduti, folle oceaniche ovunque si esibisse, uno storico show via satellite alle spalle, un mito vivente che colleziona sold out, isteria collettiva e affetto sincero sempre e comunque.
Chissà quali sono stati i pensieri del 40enne Elvis quando, nel corso del tour, giunse il momento di visitare la città di Shreveport, sede del Louisiana Hayride, lo storico programma radiofonico country dove il giovanissimo ragazzo di Memphis mosse i primissimi passi nel mondo dello show business in compagnia di Scotty Moore & Bill Black. E chissà se quel giovanissimo Elvis, intento ad inseguire il proprio sogno, avrebbe mai immaginato di ritornare un giorno in Louisiana con il mondo ai propri piedi.
È il 7 luglio 1975 quando appare per la prima volta al pubblico di Shreveport dopo un periodo lungo una vita.
L’inizio è quello consueto con l’introduzione Also Sprach Zarathustra a precedere la spettacolare See See Rider, marchio di fabbrica dell'Elvis show, per poi seguire con la “teatrale” I got a woman/Amen. Purtroppo questi primi tre pezzi provvengono da Memphis, 10 giugno 1975 (evening show) in quanto il tecnico del suono registrò lo spettacolo di Shreveport solo a partire dalla quarta canzone in scaletta, Love Me... e qui si percepisce anche la differenza di suono delle due registrazioni (in entrambi i casi comunque molto buone, essendo tratte direttamente dal mixer soundboard)
“Sono molto felice di essere tornato in questa città.... Qua a Shreveport ho fatto i miei primi lavori”... Elvis non dimentica e il pubblico impazzisce. L’ entusiasmo va sempre più crescendo man mano che vengono proposti i vecchi successi: Love me tender, All Shook up, Teddy bear-Don’t be cruel, Hound dog.
Dopo questa prima carrellata di oldies, troviamo una piacevole e sorprendente The wonder of You, ben interpretata da tutta la band, sebbene non introdotta dalla classica orchestrazione ma da un semplice giro di piano. In questa versione manca forse l’energia del 1970... ma non certo la magia.
Un tripudio di vigore lo troviamo invece in Burning Love, classico dell’Aloha From Hawaii, concerto ben stampato nella mente dei fans.
Tra un'emozione e l’altra arriviamo a metà concerto con la consueta presentazione della band, che da modo ai musicisti di dar prova della loro bravura: ecco dunque una bella Johnny Be Goode dove la chitarra elettrica di James Burton la fa da padrona. Burton è proprio di Shreveport e Elvis non manca di ricordarlo al pubblico, unitamente ad altri aneddoti legati all’epoca dei suoi trascorsi nella città della Louisiana.
C’è spazio inoltre per un “pirotecnico” assolo del batterista Ronnie Tutt, di un buon blues con il basso di Jerry Sheff e di Glen Hardin al piano .
Da notare il curioso siparietto durante le presentazioni quando Elvis scherza con una scatenata fan tredicenne riguardo la giovane età di quest’ultima. Segnaliamo inoltre che in via del tutto eccezionale non è il maestro Joe Guercio a dirigere l’orchestra ma Marty Harrel.
Il concerto procede spedito con la nuova T.R.O.U.B.L.E., nell’ambito di un'inconsueta ed inedita promozione di un proprio album (in questo caso Today) da parte del cantante.
Why me, Lord? promette di essere uno dei momenti più intensi dello show, ma Elvis rovina il tutto disturbando scherzosamente il corista JD Sumner.
Massima serietà e concentrazione troviamo invece nell’altro Gospel in scaletta, la magistrale How Great Thou art, ripetuta per ben due volte. Momento da brividi quando Elvis nella frase “Oh my God, how great Thou art” sprigiona tutta la sua potenza... e la sua profonda e personale dimostrazione di amore verso l’Onnipotente.
Una “defaticante“ Let me be there ci introduce ad un altro momento clou dello show: l’intensità emotiva di American Trilogy, dove segnaliamo una tromba in sostituzione del flauto traverso nel classico assolo che precede il gran finale di fiati e voci, che a dire la verità questa volta risulta un po’ troppo veloce rispetto ad altre versioni ascoltate.
Elvis chiede che vengano accese le luci in sala... Ancora momenti di interazione con il pubblico ("hey, quanta gente c’è in questa sala?") ed è il momento di Funny How time slips away, carica di nostalgia.
Molto simpatica la scherzosa Little darlin', nella quale si prendono un po in giro i cari vecchi fifties.
Ci avviamo dunque alla fine con una piacevole versione di Mystery train/Tiger man, grintosa come non ascoltavamo da tempo ed ecco puntuale Can’t help falling in love a porre fine alla magia.
Thank you, Be carefull when you go home” e tutti a casa, pienamente soddisfatti e con le immagini di uno strabiliante Elvis ancora impresse nella mente.
Il dischetto si chiude con tre bonus songs: una magica e dolcissima I’ll remember you proveniente dallo show di Mobile, Alabama, del 2 giugno 1975, e le belle Hawaiian wedding song e Bridge over troubled water che arrivano dal concerto di Tuscaloosa, Alabama, del giorno successivo.
“Another Saturday night”, proposto in formato 5 pollici con libretto fotografico allegato, è un buon prodotto che per i motivi illustrati all’inizio di questo articolo mi sento di promuovere a pieni voti. Uno show molto godibie che merita assolutamente di essere ascoltato, come tutti quelli provenienti da questo tour.





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